mercoledì 28 maggio 2008

Scajola e il nucleare



Il ministro Scajola ha annunciato che "chi subirà il disturbo psicologico di ospitare una centrale nucleare dovrà essere premiato. Pensiamo a varie forme di incentivi. Ad esempio, occhiali da sole per tutti coloro i cui occhi dovessero diventare fosforescenti".

fonte: http://vocidipopolo.ilcannocchiale.it/

3 commenti:

lasapienza?maddechè? ha detto...

Siete per caso ex studenti della "sapienza"? (il minuscolo e le virgolette sono d'obbligo, visto che sono riferiti a voi rossi)

La Sapienza, le mazzate e la storia scritto da Davide Giacalone 28/5/2008

E’ grave, quel che è successo alla Sapienza. Non solo, e neanche tanto, perché gruppi d’estremisti si sono presi a mazzate, piuttosto perché le loro mani si muovono non coadiuvate dal cervello, in un’università che il rettorato non governa. Cominciamo dalla testa, quella universitaria: non è un errore, è una tragica dimostrazione d’insipienza l’autorizzare prima un convegno sulle Foibe ed il proibirlo poi “per ragioni di ordine pubblico”. Per quelle ragioni si chiama la polizia, non si cancellano gli appuntamenti. Alla Sapienza dovrebbero saperlo, dopo la figura meschina di un rettore che prima invita Ratzingher e poi si rimangia l’invito perché dei colleghi avevano da ridire sul processo a Galileo Galilei (1632!). La demenza si trovava in cattedra, perché nessun processo come quello consegna la certezza che il torto stesse dalla parte degli accusatori e del tribunale pontificio.
I giovani della destra vogliono parlare delle Foibe? Benissimo, l’università ne parli. Furono un crimine contro l’umanità e contro degli innocenti, gettati vivi in fosse naturali dalle milizie rosse di Tito. Ma anziché contribuire a che le ossa di quei poveri morti siano ancora utilizzate come oggetti contundenti, il compito dell’università dovrebbe essere quello di aiutare a capire. Che non è mai giustificare, ma capire. Gli italiani, fascisti, si comportarono da sterminatori della popolazione slava (il libro di Alessandra Kersevan potrebbe anche essere letto, commentato, criticato, come se fosse un’università, insomma), ed i partigiani titini approfittarono del clima bellico per una vendetta altrettanto etnica. Se ne parli, affinché la storia sia diversa dalla mitologia e la cultura aiuti a conoscere la realtà senza trasfigurarla secondo le tifoserie troglodite.
I giovani della destra vogliono parlarne solo per dire che i comunisti di Tito furono dei carnefici proprio in quanto comunisti? Si dia loro l’aula, si garantisca la loro sicurezza, ma s’insegni la storia per quella che è, senza dare la sensazione che quella pagina debba solo essere nascosta e taciuta. Se i professori della Sapienza non sono in grado di reggere questo confronto culturale vuol dire che la cattedra è l’ultimo posto dove dovrebbero stare.
Vale per le Foibe e vale per tutto, anche per il lavoro condotto da Giampaolo Pansa sulle vendette personali e gli eccidi perpetrati dai partigiani nel corso della guerra civile italiana. Non si tratta di sminuire il contributo che i partigiani diedero alla Liberazione ed alla cacciata tanto del regime fascista quanto dell’occupazione nazista, ma di chiarire che quella fu una guerra civile, appunto, e che la vittoria della democrazia e della libertà fu assicurato dalle truppe anglo americane, il che, dopo Yalta, ci consentì di trovarci dalla parte buona del mondo. La stessa fortuna non ebbero a Praga o a Budapest, e pagarono con il sangue. (A proposito, da uno dei libri di Pansa, “Il sangue dei vinti”, è stato tratto un film. Pare ci siano molti problemi a distribuirlo nelle sale, segno che quel che è accaduto alla Sapienza ha un’eco profonda in un Paese ancora incapace di guardare se stesso e la propria storia).
Sta di fatto che, dopo essersi sentiti negare la possibilità di tenere il convegno, i giovani di destra abbiano affisso dei manifesti di protesta. E qui la demenza si eleva al quadrato, perché entrano in scena quelli della sinistra, che avevano protestato ed ottenuto il diniego, e vanno a strappare e coprire quei manifesti. Tali antifascisti immaginari forse non lo sanno, ma il negare la parola a chi la pensa diversamente fu uno dei tratti caratterizzanti del fascismo, come di ogni dittatura. Si sono comportati da fasciti, insomma.
E mentre le loro mani s’affannavano a far scomparire la manifestazione di un pensiero, la loro mente neanche prevedeva l’ipotesi di potere pensare. Perché se lo avessero fatto si sarebbero accorti che il capo politico della destra, un signore che militò nel Movimento Sociale Italiano e fu seguace di Almirante, Fini, non solo è andato davanti alla fiamma che ricorda le vittime dell’Olocausto, ma si è spinto a dire una cosa incontrovertibilmente giusta: le leggi razziali, fasciste, furono il male assoluto. Ed ancora in queste ore definisce “vergognose” le parole di quello che fu il suo maestro. Se avessero pensato avrebbero tenuto in conto che il nuovo sindaco di Roma, Alemanno, anche lui con un passato da fascista, è andato subito a rendere omaggio alle Fosse Ardeatine, dove giacciono eroi dell’antifascismo e poveri disgraziati decimati per rappresaglia, il tutto con l’allora entusiastico consenso del fascismo ridotto a Salò, dove si trovava il futuro capo di Fini ed Alemanno. Se avessero pensato, insomma, si sarebbero accorti che non hanno vinto loro, incapaci di capire, ma ha vinto la Repubblica, la Costituzione, le scuole di libertà. Vinsero allora, grazie all’aiuto delle truppe alleate, ed hanno continuato a vincere, facendo tornare nell’ambito della libertà quegli avversari che per tanto tempo furono nostalgici degli sconfitti.
Quelle teste di rapa, insomma, si sono mostrati identici ai loro docenti: fermamente determinati a danneggiare la parte migliore del nostro mondo. Il fatto che s’incontrino alla Sapienza è più che sufficiente per chiedere che l’insegnamento universitario ritrovi la via della qualità, della competizione e della meritocrazia, in modo che tali docenti e tali discenti occupino permanentemente le aule di un’istituzione che non vale una cicca.
Da qui il discorso ci porterebbe altrove e lontano. Per adesso serve esprimere il più vivo rammarico. Non per le mazzate che si sono date, ma per il fatto che tutti gli altri studenti siano costretti a frequentare quegli stessi corsi.

http://www.davidegiacalone.it
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=21939

Anonimo ha detto...

Davide Giacalone è l'ex segretario di Oscar Mammì, prese una consulenza di 600 milioni di lire da Fininvest proprio mentre scriveva la nuova legge sull'emittenza televisiva.

...e pretende di dire la sua su la sapienza? ma vaffanculo!

RED DOWN ha detto...

Parlando di energia, avete mai considerato che:

L'ENI/ENEL - LE CENTRALI NUCLEARI
Pubblicato il 04/06/08 alle 17:48:40 GMT da redazione

CAMPAGNE PUBBLICITARIE E ALTRE SCHIFEZZE
Questo articolo è naturale companion di quest'altro
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=3290

Qualcuno di voi avrà sentito parlare della campagna 30per cento, nella quale si elencano 24 consigli per risparmiare energia ovvero "consumare meglio, guadagnare tutti" come recita lo slogan.
http://www.eni.it/efficienza-energetica/24-consigli.html
Bene, per farci risparmiare questi spreconi mettono su una campagna informativa che ci costa 20 MILIONI DI EURO. Grazie, troppo buoni.
Per chi fosse interessato, la canzone dello spot è "Wild World" di Cat Stevens, al secolo Yusuf Islam.
Sarebbe interessante sapere chi ha fatto gli spot, senza entrare pure nel merito della realizzazione fumettistica, sulla quale poniamo un velo pietoso...
http://www.spotanatomy.info/index.php/2007/05/11/eni_sensibilizzazione_informazione_30

Proseguiamo. Il cane a 6 zampette ha trottato parecchio negli ultimi anni realizzando utili rispettabili: nel 2006 86 miliardi di euro
per il 2007 andate qui
http://www.eni.it/it_IT/sostenibilita/performance/bilancio-interattivo/bilancio-interattivo.shtml
Malgrado ciò, si trova in cima alla classifica dei gruppi più indebitati della Borsa italiana e chi crede che la più rovinata sia l'alitalia si sbaglia.
La più indebitata è la SEAT PAGINE GIALLE, seguita appunto da ALITALIA, ENEL e ATLANTIA (autostrade- benetton).
http://oddo.blog.ilsole24ore.com/finanza_e_potere/2008/05/ecco-chi-ha-pi.html

Nel 2007, pur generando buoni profitti, il livello debitorio di ENEL ha superato i 60 miliardi di euro per l'acquisizione di Endesa, uno dei maggiori gruppi elettrici spagnoli.
Spero che un giorno qualcuno di buona volontà possa spiegare agli italiani per quale motivo si spendono 60 miliardi di euro per l'acquisto di un gruppo elettrico in Spagna.

Dopo aver deciso che bisogna puntare su energie alternative per la salvaguardia dell'ambiente i nostri eroi si dedicano all'estrazione del gas facendo accordi con Gazprom in Siberia.
(dal sole 24 ore)

In più acquisiscono asset della Dominion, per l' estrazione di petrolio nel Golfo del Messico (30 aprile 2007). La transazione ha un valore complessivo di 4,757 miliardi di dollari, ammontare che include 680 milioni di dollari di asset esplorativi.
«Questa acquisizione - ha dichiarato l’ad dell’Eni Paolo Scaroni - è un’operazione al centro della nostra strategia. Aumentiamo le nostre produzioni, realizziamo importanti sinergie con le altre attività Eni negli USA, raggiungiamo la taglia dimensionale necessaria per le nostre operazioni nel Golfo del Messico, e mettiamo a profitto tecnologie, competenze ed esperienze di Eni nell’off-shore e nell’off-shore profondo.Questa acquisizione di assets petroliferi che segue quelle fatte in questo scorcio del 2007 in Congo, Angola, Alaska e Russia costituisce un ulteriore passo nella nostra strategia di crescita».
SI', LA CRESCITA DEL DEBITO!!
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200704articoli/21104girata.asp

Peccato che poi cede al colosso russo una quota del maxigiacimento Elephant (uno dei maggiori in Libia, con una produzione che lo scorso anno ha sfiorato i 140 mila barili al giorno).
Ma allora il petrolio ci serve o non ci serve? Oppure, chiariamolo, a che serve, o a chi?
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=79796&v=2&c=1489&t=1

E veniamo AL VERO AFFARE, IL COLPO DA MAESTRO: L'ENERGIA NUCLEARE.
Viene acquistata la centrale nucleare di stampo sovietico (costruzione del 3 e 4 gruppo dell'impianto della Slovenske Elektrarne) di Mochovce in Slovacchia (23 febbraio 2007).
http://it.biz.yahoo.com/23022007/26/enel-ok-slovacchia-costruzione-2-gruppi-centrale-nucleare-mochovce.html
Perfino Barroso (pure questo non si sente bene?) e' certo che la Slovacchia disponga dell'esperienza e delle risorse professionali necessarie per svolgere adeguatamente il ruolo di sede per la promozione della politica europea nel campo dell'energia nucleare in Europa. Un giudizio condiviso anche da Fulvio Conti. Sembra una favola bella, tutto perfetto.

Già... peccato che la centrale nucleare di Mochovce sia adesso sotto inchiesta di Greenpeace perché ritenuta pericolosa a causa della sua architettura "antica" che la classifica come impianto a rischio.
Malumori che sono confermati anche dai paesi confinanti che vorrebbero dismesso l'impianto proprio per i rischi succitati.
"Attendiamo di vedere il progetto di fattibilità dell´Enel e quali soluzioni propone per inserire un vero sistema di contenimento" - dichiara Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - "In ogni caso questo investimento è a perdere: nessuno costruirebbe nel 2007 un reattore progettato 30 anni prima", conclude Onufrio.

AMMAZZA CHE AFFARE!! SOMIGLIA A QUELLO DELLA WIND, svenduta perdendo 4,5 miliardi di euro. Poi, per coprire il buco, si sono rivalsi con le bollette elettriche dei consumatori.
http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/07/05/28/eni_indagato_scaroni.html

Sì, perchè i nostri politici e i nostri capatazzi odiano il vento.
Il solito di pietro ha affossato l'eolico nel Molise (perbacco, lui sì che ama l'ambiente), ma dov'è il problema?
Si acquista una bella centrale eolica in Grecia e il gioco è fatto.
http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=7418
L' ad Scaroni è un po' esotico e gli piace fare le spesucce all'estero, tanto non sono soldi suoi: per Eni ed Enel i dividendi da dare agli azionisti sono sempre garantiti.
Del resto chi se ne frega? E difatti non gliene frega...

L'Eni rischia una multa fino a 8,6 miliardi di euro in seguito alla procedura Antitrust che la Commissione europea ha avviato nei confronti del gruppo per sospetto abuso di posizione dominante. Jonathan Todd, portavoce della commissaria Ue alla concorrenza Neelie Kroes, ha infatti spiegato oggi che per questo tipo di infrazioni le società rischiano una multa fino al 10% del fatturato annuale, nonché l'imposizione di «rimedi strutturali».
il sole 24ore - 11 maggio 2007

E forse viene a galla un altro affare a predere.
Su Kashagan i negoziati sono in corso

Kashagan sta rivelandosi una bella gatta da pelare per l'Eni. Il prezzo del greggio ormai prossimo ai 128 dollari al barile ha rimesso in discussione l'intesa che era stata sottoscritta in gennaio tra il governo kazakho e il consorzio che gestisce il maxi-giacimento del Caspio, formato da Eni, Exxon, Shell, Total, KazMunayGas, ConocoPhillips e Inpex.

Nei giorni scorsi, il ministro dell'Energia del Kazakhstan, Sauat Mynbayev, aveva minacciato nuove sanzioni a carico del consorzio dopo aver saputo che l'avvio della produzione di Kashagan sarebbe slittato ulteriormente dal 2011 al 2012-2013. Oggi Mynbayev, in visita al Cairo, è ritornato sull'argomento, dichiarando che sono in corso negoziati, ma che ancora non è stata presa alcuna decisione.
E alle sue parole sono seguite quelle di Paolo Scaroni, in Congo per firmare un accordo per lo sfruttamento delle sabbie bituminose di Tchikatanga. L'amministratore delegato dell'Eni ha precisato che i colloqui con l'autorità kazakha "non si sono mai interrotti", proseguono "ogni giorno", e che l'accordo del 14 gennaio 2008 dev'essere finalizzato. "I colloqui col Governo procedono, ma nel frattempo i lavori sul posto continuano. Mi auguro che a breve termine si arrivi ad una conclusione". Una dichiarazione dai toni concilianti e ottimistici.

Resta un interrogativo: le crescenti pretese dei kazakhi originano soltanto dai continui aumenti di prezzo del greggio o c'è ancora da risolvere qualche problema tecnico? Non c'è per caso un problema di pressione particolarmente elevata del giacimento di Kashagan, che rende complessa la reinezione di gas nel sottosuolo? In Kazakhstan il petrolio è associato a un gas molto ricco di anidride solfidrica (sostanza velenosa ed esplosiva). E la reinezione di questo gas nel giacimento dovrà avvenire all'eccezionale pressione di circa 900 atmosfere. Qualche chiarimento in più su questo tema non guasterebbe.
http://oddo.blog.ilsole24ore.com/finanza_e_potere/2008/05/su-kashagan-i-n.html
Alla fine Kashagan sembra una storia senza fine ed il motivo è principalmente perchè si tratta di un petrolio "ural" e non di prezioso "arabian light".

Vale la pena di soffermarsi qualche secondo sulle esternazioni di Scaroni – Presidente dell’ENI – poiché sono illuminanti. Con soddisfazione, affermava qualche mese or sono “che, per fortuna, l’Italia non aveva venti costanti e potenti come quelli del Mare del Nord, e quindi il sistema eolico era improponibile”.

Considerazioni tecnologiche a parte – l’affermazione di Scaroni ha del vero, ma stupisce osservare che un uomo che s’occupa d’energia “si rallegri” perché l’Italia è relativamente più povera di una risorsa energetica.

Contemporaneamente, Enelgreenpower – ossia l’ENEL – affermava candidamente che la risorsa eolica era valutata, nel pianeta, quattro volte l’intero fabbisogno mondiale del 1998. Nel 1990, l’Ente Americano per l’Energia sosteneva che tre soli stati – North Dakota, Kansas e Texas – erano in grado di fornire l’intero fabbisogno nazionale con il sistema eolico. Nel 2005, l’Università di Stanford rivedeva al rialzo quelle stime. C’è proprio da “rallegrarsi”.

Ancora nel 2004, riuscirono a cacciare Rubbia dalla presidenza dell’ENEA poiché, altrimenti, il solare termodinamico avrebbe seriamente corso il rischio di diventare una realtà.
Rimangono ENEL ed ENI – quotate in Borsa ma con una residua partecipazione dello Stato – che però pensano al carbone (ENEL), oppure si “rallegrano” se c’è poco vento (ENI).

Nulla vieta d’installare aerogeneratori prodotti all’estero – così oggi vanno le cose – ma non dimentichiamo che, chi “perderà il treno” della nuova industria energetica, accumulerà probabilmente un secolo di ritardo tecnologico. L'Italia ne ha accumulato parecchio...
Per il solare termodinamico siamo poi al parossismo: la nuova tecnologia è completamente italiana! peccato che non la utilizziamo
Attualmente, l’ENEA prevede che il costo di produzione di un KW/h elettrico, con la nuova tecnologia, si aggiri intorno ai 6,5 euro/cent, inferiore al petrolio ed al gas e poco più alto del carbone (però, senza inquinare!).

Carlo Bertani – 11 giugno 2007

Certo che sentendo parlare di miliardi di euro fa un po' senso leggere
Air France, Air Ladri, Alitalia valore 139 milioni di euro.
139 milioni di euro, il prezzo di 2 aerei.
Forse, invece di buttare i soldi degli italiani in una centrale nuclere schifosa e appuzzita che si ricorda i tempi di Pappagone, (e che non andrà mai in uso) si sarebbe dovuta salvare la compagnia di bandiera.
E soprattutto vorrei dire una cosa al prodino: con quale cavolo di coraggio ci hai ripetuto per anni, come un disco incantato, che l'italia va a catafascio perchè gli Italiani non pagano le tasse?
Gli Italiani le pagano le tasse, eccome le pagano!!
Altrimenti dove li prendevate tutti questi soldi da buttare?

da: http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=3328