venerdì 18 luglio 2008

Berlusconi, da Lentini a Ronaldinho




In questi giorni tutti parlano e parleranno dell'acquisto, da parte del Milan, di Ronaldinho. A me è venuto in mente il primo grande acquisto di Berlusconi, Gianluigi Lentini. Ne parlai nel mio libro MILAN. BARZELLETE ANEDDOTI E RACCONTINI SULLA SQUADRA DEL PRESIDENTE ALLENATORE (Sandro Simone - Ediz. Malatempora 2005). Ecco cosa scrissi:



C'è stato un periodo, tra il 95 e il 99, cioè tra la caduta del primo governo Berlusconi e la riappacificazione tra Bossi e Berlusconi, in cui la Lega Nord, tramite il suo organo ufficiale LA PADANIA, attaccava quasi quotidianamente Berlusconi pubblicando articoli e inchieste sui suoi rapporti con la mafia e sull'origine delle sue ricchezze.
In uno di questi il giornalista Max Parisi poneva 11 domande al Cavaliere per chiedergli di dimostrare, se ne fosse stato capace, di non essere mafioso.
Il decimo quesito riguardava l'acquisto di Lentini dal Torino.


Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo
di Max Parisi (La Padania, 8 luglio 1998)

Dai miliardi per comprare il terreno della futura Milano2, alle società siciliane con parenti di Buscetta: al Signore di Arcore la parola. Spieghi, e sia chiaro.

(...)
Decimo quesito: signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere - l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio - la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una società fiduciaria - questa volta domiciliata in Svizzera - al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse.
Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre "esportava" forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del '91, nella primavera del 1992 - cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali - il suo Milan "pagò" una forte somma "in nero" - estero su estero - per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?

C'è bisogno di aggiungere che Berlusconi non rispose mai?

Clicca QUI per leggere altri articoli de LA PADANIA di quel periodo



PS: Visto che siamo (quasi) in tema cliccate qui e vedete alcuni filmati in cui Borsellino parla degli amici di Berlusconi.

3 commenti:

Kim Philby ha detto...

Due domande che (come quelle rivolte a Berlusconi) non troveranno risposta:

1) E' vero che il vostro sito è una copertura dei servizi segreti militari (e che proprio per questo motivo non è stato mai chiuso)?

2) E' vero che fra i vostri collaboratori c'è una "barba finta"?

Marco Iannello ha detto...

Quest'omino non smette mai di stupire. Non solo non risponde alle domande dei giornalisti e dei magistrati ma fa causa anche a chi racconta certe storie sui libri. Per esempio ha querelato Travaglio e Veltri per "L'odore dei soldi" e ha anche perso, ed è stato costretto a pagare le spese processuali. Povero "mafioso di Arcore", come lo chiamava Bossi prima che si vendesse al Cavaliere. Bel blog, un saluto. http://marcoiannello.blogspot.com/

Sandro ha detto...

Caro Kim, è evidente che ha ragione, c'è una barba finta tra noi, e ci sono anche un extraterrestre, un angelo custode, un morto, un talebano e un ministro del governo berlusconi. Ovviamente scrivono tutti sotto falso nome.