lunedì 9 giugno 2008

Sei paraplegico? non ti puoi sposare!



Vorremmo conoscere il pensiero, la sensibilità, la pietà cristiana, lo spirito e la lettera che hanno guidato il vescovo di Viterbo, mons. Lorenzo Chiarinelli (in foto), a negare il matrimonio religioso ad una coppia in quanto lui é paraplegico e dunque, forse, incapace di avere dei rapporti sessuali.
I protagonisti sono due fidanzati venticinquenni viterbesi. Due mesi fa il ragazzo é rimasto vittima di un grave incidente stradale che gli ha causato la perdita dell´uso delle gambe. La coppia ha contattato il parroco manifestando comunque la voglia di sposarsi, tuttavia il sacerdote si é rivolto al vescovo che ha negato il sacramento appellandosi al diritto canonico secondo il quale un matrimonio ha finalità copulative e generative: se non é consumato é da considerarsi nullo. Perchè allora celebrarlo?
I fidanzati non si sono dati per vinti e ieri si sono sposati civilmente al Cto di Roma, dove il ragazzo é ancora degente.
La ragazza avrebbe dovuto ripudiare il fidanzato disabile? La Chiesa non accetta un matrimonio bianco? Non contempla la possibilità di una adozione? D´ora in avanti non potranno sposarsi religiosamente le coppie che non vogliono figli? O annulleremo automaticamente i matrimoni senza figli? Non comprendiamo il succo della parabola.
(tratto da Liberazione 08/06/2008)

Clicca QUI per leggere l'articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera

5 commenti:

Jack ha detto...

Bèh? Che cos'è questa ingerenza nei confronti della Chiesa? ;)

NoirPink - Modello PANDEMONIUM ha detto...

Don Giuseppe Curri, il parroco di Santa Maria di Grotticello (Viterbo), dichiara a Vittorio Capuano, su "Metro": "Il vescovo ha solo applicato la legge. Ci si dovrebbe indignare con lui se non l'avesse fatto. Il diritto canonico stabilisce questo, lui si è limitato ad applicarlo. In caso contrario, sarebbe stato come se un vigile ti ferma mentre sei senza cintura e poi ti dice: 'Non le faccio la multa'."
A parte il fatto che una disabilità viene paragonata ad un'infrazione (!!), questa dichiarazione fa un po' ridere in bocca a chi dovrebbe applicare, in linea teorica, solo la legge del "ama il prossimo tuo come te stesso". Fa un po' piangere, invece, se si pensa che quel "ha solo applicato la legge" ricorda eventi tragici che hanno avuto come vittime anche le persone diversamente abili.

Anonimo ha detto...

E' incredibile, pazzesco, assurdo...Questi passano tutto il loro tempo a proibire a tutti di fare sesso, una volta che trovano un poveretto che vorrebbe ma non può farlo dovrebbero essere contenti, e invece trovano il modo di fregare anche lui. Non è possibile!

giovanni ha detto...

ciao, sono di viterbo e conosco le persone coinvolte nella vicenda. la notizia è stata distorta dai mass media e in malafede anche dalla curia che ha rilasciato le dichiarazioni. la curia e il vescovo hanno ripetutamente dichiarato il falso.

1) non è vero che il ragazzo non può procreare!!! i dottori che lo seguono non l’hanno mai detto. non si sa, punto e basta. quindi il vescovo ne sa meno di tutti.

2) secondo lo stesso codice canonico, se l’impossibilità a procreare è in dubbio, il matrimonio non può essere impedito.

è evidente che il vescovo o non conosce il codice canonico oppure ha voluto coscientemente impedire il matrimonio in ogni caso, affidandosi ingenuamente alla presunta ignoranza in materia di tutti. quindi la difesa ad oltranza della sua decisione è quantomeno grottesca e ingiusta. ma quello che interessa mettere in luce è che non si tratta tanto di regole formali religiose non rispettate, quanto piuttosto di mancanza di umanità del vescovo, che, ripeto, con cinismo e disumanità ha negato un momento di felicità a due ragazzi che si amano. ma che ne capisce un vescovo di amore?

Anonimo ha detto...

Il diritto canonico stabilisce pure che i ministri del matrimonio sono gli sposi, mentre il prete è solo testimone necessario che voglia o no. Quindi è possibile il matrimonio a sorpresa