sabato 22 maggio 2010

Nota di preparazione a Inter-Bayern

Foce Varano (Gargano). Sono con tutta la famiglia davanti ad una tv da 26”, è senza telecomando ma a colori, cosa non affatto scontata visti i tempi. A un centinaio di metri c’è un campeggio pieno di tedeschi, probabilmente già pieni di birra. A fine primo tempo andiamo a comprare i gelati al bar e ci prendono in giro per il rigore sbagliato, ci limitiamo a dirgli che torneremo a fine partita, e stavolta saremo noi a sfotterli…
E infatti è così, quando ripasseremo davanti al bar non troveremo nessuno, i crucchi sono tutti sotto le tende a ripensare ai gol di Rossi, Tardelli e Altobelli, noi invece esultiamo con Martellini che grida tre volte “Campioni del Mondo” e il presidente Pertini si vanta con Re Juan Carlos e col suo collega tedesco Helmut Kohl.

Sono nato nel 1974, il mio primo ricordo calcistico internazionale riguarda i mondiali dell’82, credo di poter ricordare con precisione dove e con chi ho visto tutte le partite del mondiale, la finale la ricordo meglio della mia prima comunione. Le similitudini tra Italia-Germania e la finale di stasera non sono poche, si gioca al Santiago Bernabeu contro i tedeschi, da una parte c’è Oriali e dall’altra Rumenigge, arriviamo alla finale dopo essere partiti piano e aver poi eliminato le due squadre più forti (allora Argentina e Brasile, ora Chelsea e Barcellona). Cos’altro volete?

Sono andato a rileggermi la prima nota pre-Champion’s, l’ho scritta il 24 febbraio, giorno di Inter-Chelsea. Io non lo so in quel periodo quanti avrebbero scommesso qualcosa sulla nostra presenza in finale, ho visto però che il primo a incoraggiarmi a continuare è stato Mariano, compagno di tante avventure editoriali nerazzurre, poi pian piano abbiamo preso coraggio ed abbiamo iniziato a crederci tutti, probabilmente proprio come è successo alla squadra.

Ho fatto il praticantato giornalistico scrivendo articoli sul calcio per tre anni ed è capitato anche a me di parlare troppe volte di "partita dell’anno" o "match storico", beh stavolta ci troviamo di fronte ad una sfida che il popolo nerazzurro aspetta da 45 anni.

Ci arriviamo in ottime condizioni, abbiamo appena vinto Scudetto e Coppa Italia, manca solo Thiago Motta, ma possiamo sostituirlo senza grossi problemi, più difficile sarà per loro rimpiazzare Ribery.

Non so se sarà l’ultima partita con Mourinho in panchina, in ogni caso credo che lo “special one” vada ringraziato per aver trasformato un gruppo di campioni in una squadra vera, se poi dovesse decidere di andar via ce ne faremo una ragione, eravamo interisti prima di lui, lo resteremo quando non ci sarà più.

Guarderò la partita a casa con mio figlio, Fabietto, ha 26 mesi ed ha già vinto 3 Scudetti, una Coppa Italia e una SuperCoppa Italiana. Chi invece non vedrà la partita al solito posto è l’altro compagno nerazzurro Piero, che leggerà questa nota a Madrid, e sono certo stasera canterà anche per noi. (Appropò, lì a Madrid c’è anche Luigi Paparesta, sei riuscito a trovare un biglietto?)

Un ultimo appello alla scaramanzia: non cambiate nulla, non rinunciate ai vostri rituali, non è il momento di fare scherzi…

Hasta La Victoria, Siempre

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