
Ricordate il film “
Fuga per la vittoria”, quello in cui durante la seconda guerra mondiale uno squadrone di prigionieri formato da Pelè, Bobby Moore, Osvaldo Ardiles e Sylvester Stallone battevano i nazisti e il bene trionfava sul male? Beh, una partita del genere si è giocata davvero. Era il 9 agosto 1942, in campo a Kiev c'erano una selezione formata da calciatori della Dynamo e della Lokomotiv contro una squadra formata da ufficiali dell'aviazione tedesca.
La selezione ucraina aveva già giocato alcune partite contro formazioni dell'esercito tedesco e le aveva vinte tutte, ma la cosa stava creando problemi e così questa volta gli occupanti tedeschi dissero loro che avrebbero dovuto perdere. Successe quello che a volte succede in questi casi, gli ucraini decisero di giocare al massimo lo stesso e vinsero 4-2. Al contrario del film, però, non ci fu lieto fine, i calciatori ucraini vennero torturati e poi mandati nei campi di sterminio. Se ne salvarono solo due.
Conoscevo lo storia, ma non nei dettagli. Li ho trovati nel libro
“TOMMIE SMITH e altre storie di sport e politica” di Rudi Ghedini, edito da Malatempora.
Lo confesso, non sono obiettivo: Rudi Ghedini, interista e di sinistra, è
uno dei miei blogger preferiti, e
Malatempora è la casa editrice con cui ho pubblicato alcuni libri. Ma il libro è bellissimo lo stesso (
qui l'introduzione). Parte dalla storia di
Smith e Carlos che sul podio dell'olimpiade del '68 in Messico abbassano il volto e alzano il pugno col guanto nero. E' l'immagine simbolo dell'impegno politico degli sportivi, e nel libro ce ne sono tantissime altre. Purtroppo siamo abituati a sportivi che pensano solo ai soldi e alla figa, che non fanno che ripetere sport e politica devono essere distinti e se gli si parla di impegno civile al massimo danno qualche spicciolo in beneficenza.
Basta vedere che è successo, o meglio, cosa non è successo, a Pechino, dove nessuno ha parlato di diritti umano salvo poi, dopo il ritorno in Italia, regalare i propri attrezzi sportivi al Dalai Lama.
Rudi Ghedini ha ricercato aneddoti, storie e leggende, da quelle famose come le conversioni di
Mohammed Alì o
Kareem Abdul Jabbar, a quelle meno famose del socialista
Ottavio Bottecchia o del dissidente
Emil Zatopek, passando per le vicende degli atleti della Germania dell'Est o dei pugili neri americani. Un libro da leggere sicuramente, perfetto come regalo di Natale, adatto anche a chi non legge tantissimo.